L'Ape e il Sogno

Sfinita…

L’organizzazione di un pranzo di fine anno per circa 150 persone richiede tempo e fatica, non c’è dubbio…ed ora mi ritrovo a guardare Augias con le Pepper Sisters e la mia Sarina, arrivata oggi da Roma per un weekend ristoratore a Milano dopo l’ennesima tragedia amorosa, accasciata e sonnolenta sulla poltrona di velluto verde.
Acquisto (regalo di Sarina) di un vestito nero, abbastanza elegante ma “molto mio” e di un costumino da bagno so Sixties.
Voglio ascoltare il White Album per bene.
Voglio andare a nanna.
Voglio leggere, leggere, leggere. Da quando il mio interesse si è spostato (libero, finalmente) dalle letterature dell’Europa Orientale, ho scoperto l’esistenza della letteratura mondiale.
Voglio che Lui continui ad esistere nella mia vita, forse perchè in questo periodo lo amo anche di più.

Domani sarà un massacro, speriamo almeno di divertirmi un pochino…e di arrivare viva a sera, chè con le fanciulle è d’obbligo l’uscita.

Che confusione. Dovreste vedere il mio diario cartaceo…


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Il potere del fax et alia

Dopo due fax dai toni minacciosi, Alice Adsl ha fatto ritorno fra noi; il nostro router, però, continua a non essere riconosciuto degno dai segnali della pregevole compagnia telefonica italiana, nonchè più grande azienda patria.
I miei biglietti per la SiS (Summer in Salento) sono stati acquistati, complice l’offerta Amica dell’altra grande azienda nazionale, la pregevolisssssssima Trenitalia, con la quale fino a qualche anno fa, solo a prenotare per tempo, si viaggiava tutti noi pezzenti in Eurostar a 29 euri, insieme ai manager vestiti pagliaccescamente e incollati ai loro pc.
Io in compenso sono ora dotata, grazie al di Lui dono per la laurea, di magnifico Ipod nanerottolo, che mi acompagna nel percorso casa-lavoro e viceversa. Se già prima per strada ero una svampita, che neppure se incontra sua madre la riconosce e la saluta, ora sono ottimale candidata all’investimento.
Col danaro genitoriale, ho acquistato un bellissimo trolley nuovo, arancione, della Mandarina Duck, e una borsa nera, sempre Mandarina, da lavoro (cioè, da lavoro nel Terzo Settore, non la valigetta da agente immobiliare Testimone di Geova, beninteso), ma che mi sarà utile anche in viaggio.
Vado da Murakami, chè voglio finirlo. Un altro Yeoshua giace in attesa sul mio tappetino a forma di cuore.
La televisione estiva, si sa, non offre ristoro. O, almeno, non più quello di una volta.


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A come Allergia (e Afa)

Meglio di ieri (mi chiedo come abbia fatto a non impazzire), grazie a magiche polverine commercializzate dalle case farmaceutiche e prescrittemi dalla mia dottoressa “sono troppo alterna e ancora figa infatti mi mescio di brutto”.
Due giorni senza Golose Rosse, e dico, due giorni. Un’eroina, non c’è nient’altro da aggiungere.
E stasera pure in piscina.

Oh, lo amo. Alla fine lo amo sempre.

Noiosa che sono.


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Marie Antoinette

Diciamo che stasera vado a vederlo, all’Apollo, alla modica cifra di 2 euri e 5o. E non vedo l’ora. Sofia Coppola non sarà universalmente riconosciuta come un genio, ma pochi meglio di lei sono in grado di riprodurre per immagini una lenta decadenza. E poi…Kirsten, j’adore.
Il riacutizzarsi delle mie allergie, però, fa sì che la mia gioia non sia completa. Ho già preso appuntamento per domani, sperando di non lasciare questo mondo crudele già stanotte, per soffocamento.
Su Milano, afa e soubrette indagate: chi l’avrebbe mai detto che all’Hollywood…! Prevedo servizi scandal-sprpresi di Studio Aperto.,
Questo weekend Sarah sarà qui. E’ stata lasciata. Comprerò dell’Absolut.


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Di nuovo lunedì

…si ritorna in ufficio, dopo un weekend di festeggiamenti iniziati al Ragoo e conclusi al Plastic (sic!), complice l’amica Alice, arrivata da Torino causa sfilate modaiole. Ieri, mi sono immersa nella lettura per quasi tutto il giorno.
Questa settimana dovrei avere qualche impegno serale, complice la Milanesiana e una supposta proiezione aggratis di Marie Antoinette domani.
Ho voglia del mare…voglia dell’acqua azzurra che si intravede dalle finestre della mia camera, l’acqua che ho intravisto per diciannove anni, tutti i giorni, quasi fino a darla per scontata. Voglia sdraiarmi sui sassi scomodi, sentire il sole irradiarmi tutta, arrivare fino alle ossa, tuffarmi e poi lasciarmi cullare.
In quei momenti ci si sente tutt’uno col Cosmo.
Mi accontenterò di qualche lampada e del mio Murakami, e della sua Tokyo surreale.
E poi, oggi, Lui mi ha dato una gioia.
Ho imparato a desiderare ciò che ho.


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Un milione di cose

Quante cose dovrei raccontare, quante…i miei che si abbracciano (!), mio padre che mi dice che i due giorni più belli della sua vita sono stati quello della mia nascita e questo, l’affetto di tutti, parenti e amici più cari, la bellissima (e ottima) cena…
110 e lode, per la cronaca; oltre al voto, ben oltre, una giornata densa di emozioni di ogni genere, e sorrisi, e di tranquillità e senso di protezione.
Scrivo dall’ufficio, che a casa Alice ancora ci prende per il culo…ad un momento più calmo lista regali e sciocchezzuole.


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Ansie di vario tipo e pesche noci

Venerdì sera a casuccia a guardare il pregevole Corradino Augias, sabato invece uscita alcolica come da tempo non era, e che mi ha fatto bene, in fondo. Domenica nell’assenza di essenza vitale, Internet continua a non funzionare (grrrr), io aggiorno dall’ufficio.
Finito Saramago, oh. L’ho tenuto un po’ fra le mani prima di riporlo fra gli altri, sul mio scaffale.
Dance dance dance, Murakami Haruki.
Sto mangiando un sacco di pesche noci dell’Esselunga. Chissà quante oggi pomeriggio, all’ultima rilettura (se mai ci sarà).
Ora scappo al lavoro!


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Lentamente

Lentamente leggo, ripasso, faccio quel che devo fare…lentamente stamattina ho mangiato la mia cinesina alla crema di riso.
Oggi, umore abbastanza tranquillo; ieri, grande ansia. Non vedo l’ora che arrivi il fine settimana…tanto tanto sonno. E il ripasso.
E poi, fra poco inizia la Milanesiana. Devo essere in forma ottimale, altrimenti come lo trovo il coraggio di farmi fare l’autografo da Fleur?


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Niente di niente di nuovo

Come recita il titolo, niente di nuovo mi accade oggi, lunedì.
Stamattina reclutamento in Statale, oggi pomeriggio a ritirare i pantaloni dalla sarta…e cercare di mandare a memoria quell’insopportabile abstract (o resjume, così gli ucraini sono contenti), e contemporaneamente tentare di non ricordare che la Cosa è fra otto giorni ed io mi sto progressivamente convincendo dell’ostilità della Commissione al completo…
Oh, basta, che confusione. Anarchia nei pensieri, non tutti belli, purtroppo. La serenità non è mai stata una compagna fedele, ma non è che io stia male, no…non so quasi come spiegare.
Quando ero una ragazzina, ma anche fino a qualche anno fa, stare male era star male sul serio, da cani, vivere nell’angoscia, con un nodo allo stomaco.
Ora non è più così, sento di essere diventata più forte negli ultimi tempi, e la sensazione che provo in questo momento è quella di uno strano fluttuare, un rumore di fondo malinconico.


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Mal di testa

Su Milano pioggia e afa, ed io cerco di imparare a memoria il mio discorso iniziale in ucraino (bleah) tra strane inquitudini.
Giovedì sera bella serata, bella perchè il Birrificio è sempre il Birrificio (anche se la nostalgia di Città Studi, ingrata che sono, mi è passata da un pezzo), e per la compagnia.
Al contrario, ieri sera morte dell’anima e mio conseguente mood alquanto negativo in uno di quei locali fighetti e tutti uguali (vi dicono nulla toni del beige e nero, composizioni floreali con legni secchi ondulati o cose del genere in vaso trooooooppppo di design, divanetti bassi in pelle trapuntati) nei pressi dell’Arco della Pace.
Al lavoro tutto bene, bene, bene.
Mi sta cominciando a montare l’ansia. Devo fare qualcosa, anche se non vedo l’ora che sia il 19 a sera, a cena.


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