LA GARDENIA DELL’AISM 2008
1e2 MARZO e 8e9 MARZO 2008
DUE WEEK END PER COMBATTERE LA SCLEROSI MULTIPLA
SEZIONE DI MILANO
Anche quest’anno l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla scende in piazza con le gardenie, ma a differenza delle altre edizioni l’evento avrà una duplice ricorrenza: la festa della donna, colpita maggiormente da questa patologia, e i 40 anni di AISM, Associazione nata nel 1968 per sostenere le persone con sclerosi multipla e familiari.
Nei weekend dell’1 e 2 marzo e in quello successivo, dell’8 e 9 marzo in circa 150 piazze di Milano e provincia saranno distribuite 35.000 piante di gardenia in cambio di un’offerta: un messaggio di solidarietà dalle donne per le donne, in occasione della loro festa.
Ogni anno l’Aism è presente con le sue manifestazioni di solidarietà, raccolta fondi e sensibilizzazione per poter contribuire alla ricerca contro la Sclerosi Multipla, ma anche per garantire i servizi di assistenza alle persone affette da questa terribile patologia.
La Sclerosi Multipla è infatti una grave malattia del sistema nervoso centrale, che colpisce un individuo ogni 1100 abitanti (1 su 700 in Sardegna), soprattutto giovani in fascia di età fra i 20 e i 30 anni, e in particolar modo le donne, in rapporto di 2:1 rispetto agli uomini.
I suoi sintomi possono essere disturbi motori, con perdita totale o parziale della motilità, sensitivi, visivi, dell’equilibrio e della coordinazione, cognitivi, emotivi e psicologici, e a tutt’oggi, nonostante i grandi progressi della ricerca scientifica nel campo delle terapie finalizzate a migliorare la qualità di vita dei diagnosticati, non è ancora stata scoperta una cura risolutiva, né una causa primaria.
Grazie a un piccolo contributo di 13 euro è possibile finanziare la ricerca scientifica, ma anche tutti quei servizi alla persona che la Sezione di Milano fornisce: assistenza domiciliare generica o qualificata, assistenza ospedaliera, segretariato e consulenza sociale, disbrigo pratiche, assistenza economica e alimentare, telefono amico.
L’invito è quello di contribuire, nelle prime due settimane di marzo, prendendo una pianta di gardenia, ma non solo: l’Aism lavora continuamente sul reclutamento, la formazione e l’inserimento di volontari, per attività di assistenza e di raccolta fondi.
Pertanto, chi fosse interessato a prestare la sua opera e le sue capacità in occasione delle manifestazioni di piazza, può rivolgersi agli uffici di Via solari 40 (tel. 02/48955429) o contattare Veronica Zoccheddu, responsabile di zona 7 e 8 di Milano, al numero 335/8798043 o alla mail vzoccheddu@aismmilano.it
Non amo mischiare lavoro e blog-cazzeggio, ma se fra i miei sparuti lettori ci fosse qualcuno di Milano, beh, c’è bisogno di volontari.
Grazie.
L’Abbé Pierre è un personaggio speciale, indipendemente dalle credenze e dalla fede di ognuno di noi, per ciò che ha fatto e creato nel corso di tutta una vita, peraltro lunghissima.
Ne sto leggendo gli scritti in questi giorni, in questo periodo così faticoso e pieno di ansie, in cui la sera si arriva a casa fisicamente distrutti, e le sue righe mi danno un momento di quiete e riposo, prima di dormire.
Sono stanca, stanca, ho sonno e sono nervosa…è una mia specifica qualità essere contemporaneamente ansiosa e depressa.
Uscirò di qui. Andrò all’Esselunga a comprare il latte Parmalat per cellulitiche, andrò a casa, mi preparerò un tè, forse un caffè, leggendo Benni, poi andrò in piscina e poi festeggerò il compleanno di Ale, che, beata lei, compie 20 anni ed è ancora al secondo anno di università, e poi mi schianterò a letto, risponderò agli sms di una vecchia fiamma, ah, e prima di schiantarmi a letto berrò tutto il bevibile (non si accettano commenti osceni). Tra parentesi, per Ale c’è in palio, acquistato da me e Lui (ma ovviamente scelto da me) un lucidalabbra non-so-cosa-glam di Dior che levati, quanto è bello.
Domani mattina mi sveglierò troppo tardi, e passerò il weekend a tentare di riposarmi mentre penso a come cazzo pianificare la raccolta fondi per marzo, a come reclutare volontari su Milano, a come cazzo far funzionare tutto.
Vado a fumare.
Sabato come in McEwan, nel romanzo che forse oggi sarà mia, se la pioggia battente non mi toglierà del tutto la voglia di andare fino al centro.
Faccio colazione da sola, le ragazze sono uscite presto questa mattina; io inizio dall’estetista, poi si vedrà.
In lettura, il mio adorato Niffoi, e non uno qualunque, bensì La vedova scalza.
In ascolto, Subsonica, L’eclissi.
Umore tristerello, se non ve ne eravate accorti.
Appena arrivata a Milano, la mia temperatura corporea era di 39 gradi. Ovviamente ho temuto fosse meningite (come quando un mese fa ho avuto la gengivite, e mi sono convinta che fosse piorrea, e che mi sarebbero caduti tutti i denti nel giro di pochi giorni), e nel delirio febbrile mi sono ripromessa di chiamare il 118 non appena il termometro (ne ero certa) avrebbe segnato i 40-41.
Evidentemente meningite non era, e neppure le temutissime placche, che mi tormentano dall’infanzia, se con Oki e Tachipirina sono risorta a nuova vita, ed oggi sono tornata in ufficio, sfidando le nevi sciolte, sporche e melmose che infestano Milano.
Durante le vacanze natalizie, nonostante le brutture di società cui mi sono docilmente sottoposta per amore di non so cosa (probabilmente del quieto vivere), sotto i miei occhi sono passati Il bar sotto il mare (Benni mi piace sempre più, cretina che sono stata a snobbarlo per anni) e Patrimonio (Roth, regalo della Compagna di Slave Avventure)…finchè, fra i libri in regalo dai miei, non è spuntato l’ambito, atteso, iper-agognato Chesil Beach, terminato in poche ore, nonostante l’influenza.
Ecco, è…strabiliante. Mi è capitato spesso di rimanere delusa da un libro osannato o che aspettavo di leggere con ansia, ma questa volta le aspettative non sono state esagerate, anzi; nessuna aspettativa sarebbe abbastanza. l finale che non si vorrebbe mai leggere nel romanzo che si vorrebbe rileggere sempre. Ian, io ti amo.
“…e se anche Edward avesse letto l’articolo, non avrebbe comunque saputo – era il segreto di Florence – che quando in sala si riaccesero le luci, e i giovani musicisti si rialzarono frastornati ad accogliere l’applauso entusiasta del pubblico, il primo violino non potè fare a meno di cercare con lo sguardo la terza fila centrale, poltrona 9 c.”
…domattina si parte, alla volta di Milano, dopo dieci giorni passati a casa. Contenta come sempre di ritornare, strano a dirsi, alla pace, dopo questo perenne carnevale, continuo caos che sono sempre i miei ritorni a casa, anche perchè scendo sempre in periodo vacanziero.
Stranamente, sono stata pervasa da una certa nostalgia quest’anno. Nel senso che è da qualche mese che vedo possibile un Grande Ritorno, non certo ora, neppure domani, fra un po’, magari. Un po’ tanto, ecco. Ovvio che poi mi passa subito, ma intanto devo ammettere che non mi era mai venuto questo pensiero finora. Vederemo come andranno le cose in quel di Milano, che comunque amo ancora troppo per prendere seriamente in considerazione l’idea di lasciarla.
Insomma, bisogna vedere come andrà questo 2008, che un pochino mi spaventa. Non riesco a dare un giudizio oggettivo sull’anno appena passato: è stato strano, ma non so dire se bello o brutto. Mi sono laureata col massimo dei voti, ho iniziato a lavorare, ho conosciuto persone e letto libri, ma ho anche combinato grossi guai, sono stata avventata e irresponsabile come mai prima d’ora, ed ora mi trovo a iniziare questo nuovo anno con una situazione sentimentale un po’ penosa. Sono single continuativamente da due mesi per la prima volta nella mia vita; non c’è nulla di strano, in questo, se non il mio atavico terrore che questi due mesi possano trasformarsi in sei, un anno, dieci anni, tutta la vita. Io sola all’ospizio, con l’osteoporosi e senza capelli. Argh.
E tutti mi sfanculano quando faccio questi discorsi, ma il problema è che, in fondo in fondo, io ci credo, eccome se ci credo…nonostante io sappia di avere bisogno, assoluto bisogno di stare da sola, in pace e tranquilla per un po’. Ho dato tanto, tantissimo, ed ora devo recuperare un po’ di energie, prima di incontrare qualcuno (sempre che l’Incontro avvenga, ahimè).
Il mio 2008, almeno nella sua prima parte, sarà l’anno di Me, egoisticamente, esclusivamente Me. E poi si vedrà.
Intanto, sono felicissima di tutti gli auguri, alcuni inaspettati, ricevuti via sms e non. E intanto, buon 2008 a tutti.