L'Ape e il Sogno

La settimana in pillole [sono ancora felice, che si sappia, eh] | Feb 05th 2009

I disturbi gastrointestinali da nervosismo si sono sprecati, senza neppure donarmi la tanto agognata pancia piatta (sempre quella strana legge per la quale quando inizi a prendere la pillola, invece di guadagnare una taglia di seno ti cresce il culo), e insieme a loro le insonnie, resistenti ad ogni erba esistente in natura che si possa bere in infusione. A me, poi, che ho sempre dormito come un sasso, che anche dopo il peggiore attacco di panico, preso il medicamento e sparito l’acciacco, crollavo sul cuscino come un bebé, famosa in tutte le case in cui ho abitato perchè non sentivo le sveglie (e ci tengo a precisare questo plurale), fino a che il coinquilino della stanza accanto non si alzava incarognito a spegnermele e a svegliarmi.

Come volevasi dimostrare, ho abbandonato Infinite Jest. Geniale, labirintico, folle, affascinante ma…insopportabile. Non saprei come altro spiegare la sensazione che mi pervadeva nel leggerlo, un emisfero del mio sciocco cervello che si complimentava con DFW, l’altro che lo malediceva per l’eternità, un occhio alla pagina e uno all’infinito spessore della barzelletta infinita.

Leggo Nothomb e Nemirovsky in francese, e questa la dico solo per fare la figaradicalchic, e solo qui la posso dire, chè al borgo natìo di certe cose è meglio tacere.

Parto di casa con l’idea di un analcolico alla frutta come aperitivo, e poi immancabilmente ordino un rosso. Tralascio della sera in cui ho optato per il perroquet* (sempre per quell’altra legge, quella per cui a diciotto anni ne reggi sei, a ventisei passati il secondo scatena la punizione divina per la tua adolescenza etilica).

Ho trovato lavoro, e inizio martedì. E sono felice, ve l’avevo detto nel titolo, no?

*aperitivo tipico dell’estremo Ponente ligure, ereditato dalla vicina Cote, consistente in una parte di pastis, cioè anice a novecentomila gradi, e una  di sciroppo alla menta, da allungare con acqua.


8 Commenti »

  1. ’sto perroquet sembra buono, la prossima volta che scendo mi porti a berlo? Uno, non di più eh, che anche io ho una certa età. Per il tuo nuovo lavoro…’spetta che ti chiamo!!!!!!!

    Commento di Alli — Febbraio 5, 2009 @ 6:50 pm

  2. in bocca al lupo per martedì, allora! sono davvero contenta per te.

    Commento di rosesandcherubim — Febbraio 5, 2009 @ 11:11 pm

  3. Alli: chiamata ricevuta. Je t’adore.
    Roses: grazie cara! Dai, che questo 2009 forseforseforse ci ripigliamo!

    Commento di audape — Febbraio 6, 2009 @ 4:56 pm

  4. io ti somiglio tanto, eh. il che mi piace e mi fa sentire meno sola. :D

    Commento di Ari — Febbraio 8, 2009 @ 5:21 pm

  5. Ari: sì, meno sole :-)

    Commento di audape — Febbraio 8, 2009 @ 6:44 pm

  6. Ah il pastis, amavo servirlo ai francesi con una brocca di acqua ghiacciata, rendeva il tutto più pheego. Altro che servire il Bailey’s a piemontesi alcolizzati sotto il sole delle 2.
    E comunque vero, nei nostri borghi o pseudo-tali non si parla di certe cose, quelle sono riservate alle grandi città.
    Curiosità: oltre al russo che lingue hai studiato all’università?

    Commento di Stefano Gallagher — Febbraio 14, 2009 @ 4:02 pm

  7. Mr Gallagher: beh, mi duole ammetterlo ma i francesi su queste cose ci battono…sicuramente battono i piemontesi, ma lì ci vuole poco. Oltre al Russo avevo fatto francese, e poi avevo scelto come terza lingua inglese, ma avevo dato un solo, ridicolo esame!

    Commento di audape — Febbraio 15, 2009 @ 1:13 pm

  8. Fatto benissimo! Tanto per come, solitamente, fanno inglese all’università…
    Però francese non vale eh! Voi di confine siete facilitati! ;)

    Commento di Stefano Gallagher — Febbraio 20, 2009 @ 11:27 am


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