Ho iniziato a lavorare da una settimana ed è così finito quel dolce periodo di disoccupazione, durato venti giorni, durante i quali avevo ripreso con successo la mia carriera di affermata spettatrice di orrori televisivi, da sempre contraltare assai degno alle mie letture.
[Ah beh, se lo dice Veronica, che legge l'elenco telefonico e dice "Bello!", disse un giorno un amico della vita milanese]
Il primo giorno di lavoro è stato massacrante, mi sono messa a piangere appena seduta in macchina, con la Mater che rincuorava guidando e la Zia che carezzava dal sedile dietro. Giorno dopo giorno le cose sono andate meglio, mio padre è andato in pensione e ha solennemente proclamato, col consueto aulico linguaggio: “Ti vengo a prendere io a mezzanotte, chè non ho un c***o da fare”. Babbino mio.
Per San Valentino ho lavorato, ed è stato un bene, anche perchè l’unico regalo ricevuto è stata una palette della nuova collezione Chanel dalla Zia, che me lo ha porto dicendo che visto che non hai un uomo…
Il mio cuore è chiuso, lo sento arido come non mai. Sono vanesia e superficiale, getto occhiate ai manzi circolanti in albergo, e nulla più. Non ho il coraggio di ammettere, di farmi avanti, desidero e temo al tempo stesso. Non so più da quanto un uomo non viene a prendermi sotto casa per portarmi fuori, non so da quanto non do un bacio, un bacio vero, un bacio bello.
La mia uniforme è molto elegante.
ah, hai l’uniforme? Hai tolto di mezzo allora la suprema preoccupazione del cosa mi metto al mattino. Chissà che carina che sei.
Sul cuore inutilizzato, sto per scrivere una cosa tipo manuale di auto aiuto, che quindi non scriverò. (vedi che mi fa male starti lontana).
Commento di Alli — Febbraio 17, 2009 @ 12:39 pm
Se può consolarti sono due mesi che mi aggiro per casa come un ectoplasma e anche se ho a chi dare i baci la mia mente non è su questa terra, troppi pensieri e mi sento in colpa con il mondo.
Scusa lo sfogo, un abbraccio e speriamo che vada meglio per lo meno a te
Commento di fra — Febbraio 18, 2009 @ 12:11 pm
Alli: fa male anche a me. Uffa. Per quanto riguarda l’uniforme, invece, è vero, gran risparmio di tempo e soldi.
Fra: ti abbraccio forte e…in bocca al lupo! Passa, te lo giuro, lo so.
Commento di audape — Febbraio 19, 2009 @ 10:46 am
Ah i traumi del primo giorno di lavoro. Per me è sempre coinciso con un 8 ore a servire gente che mangia in spiaggia, alla sera le gambe si ribellevano e non si muovevano più. Argh. Comunque coraggio, piano piano andrà meglio!
Commento di Stefano Gallagher — Febbraio 20, 2009 @ 11:31 am
Era da tanto che non passavo di qua e trovo adesso questa tua considerazione su te stessa e l’amore.
Credi dipenda da qualcosa o si tratta solo di una corazza che hai costruito col tempo?
Commento di Cupcakes — Febbraio 21, 2009 @ 12:23 am
… se può servire, conto il “da quanto tempo..” con te…
Commento di kietta — Febbraio 21, 2009 @ 4:51 pm
MrGallagher: sto raccogliendo prezioso materiale osservando i facoltosi malati mentali circolanti in albergo…
Cup: spero sia una corazza che passi col tempo, in realtà. Il fatto è che non ho incontrato nessuno di interessante…
Kietta: coraggio, forza, ecco.
Commento di audape — Febbraio 23, 2009 @ 11:23 am