Prima che arrivi la sberla, raccolgo ricordi, che stanno appesi come i ciondoli del mio nuovo braccialetto, lo stesso visto in una vetrina di Mentone e ricevuto il giorno dopo, così, tanto per.
I pranzi conditi di rosè lungo le spiaggie della Costa Azzura, io che fra due mesi ci andrò ad abitare, e invece di pensare al mutuo impazzisco di gioia nell’immaginare piattitazzinetovagliettecazzate, o al fatto che il giardino è più grande della casa, o che mi sveglierò al mattino e cazzo, sarò in un posto dove tutti vorrebbero e che palle, life is beautiful.
Leggo lentamente, ho poco tempo e ho spesso sonno, sono pigra da quando sono arrivata qui, sono pigra e superficiale, l’unica cosa che è rimasta la stessa nella mia vita è una sana e sincera dedizione all’alcool, e difatti non vedo l’ora di prendere l’aperitivo, adesso, in quato giorno di riposo, e quante cose devono succedermi, e mi sento bella, sì, vaffanculo, proprio bella, soprattutto oggi, col mio vestitino e le ciabattine e gli occhialoni Chanel.
Mentre aspetto che le nuvole, come è ovvio, tornino, mangio con gusto tutto ciò che trovo. Leggo Larsson (quando finirò questa maledetta trilogia?), mi metto lo smalto, ascolto i Chemical Brothers perchè è estate e mi sento figa persino sulla Yaris, e quanto è bello fare l’amore.