L'Ape e il Sogno

Pezzi di questi giorni

Bilancia (23 settembre – 22 ottobre)

I lettori di Table talk, un forum del giornale online Salon, sono stati invitati a descrivere la loro vita in sei parole. Uno ha scritto: “Senza soldi. Stipendio. Senza soldi. Stipendio”. Un altro invece ha detto: “Oh no, non un’altra volta”. Ma la frase su cui vorrei richiamare la tua attenzione è: “Non sono mai stato uno spaccone”. Sono convinto che anche tu, Bilancia, rimpianga di non aver mai imparato a fare lo spaccone. Ti annuncio che i prossimi mesi saranno il momento ideale per colmare questa lacuna. Anzi, sono quasi tentato di nominare il 2009 come l’Anno dello spaccone per tutte le Bilance. Se potessi farti un regalo simbolico, sarebbe un costume da supereroe firmato da un grande stilista. È arrivato Sballo Natale, Bilancia!

Rob, ti amerei lo stesso anche se tutto ciò non accadesse.

Detto ciò, oggi è stato l’ultimo giorno di ufficio. Ho mandato una mail ai miei colleghi, ho versato una lacrimuccia, spento il pc, la luce, chiuso la porta. Domenica ci sarà il pranzo di Natale, e poi, il treno.

Questa settimana è stata pienissima. Di lavoro, di saluti. Ma va bene. va bene perchè la signora M. mi ha scritto un “Auguri di cuore” sulla sua tastierina, quando le ho portato il pacco alimentare natalizio. E per lei è uno sforzo sovrumano, scrivere quelle tre parole, e allora quegli auguri sono i più preziosi, e sono scolpiti, marchiati a fuoco dentro di me. Va bene perchè ho ricevuto dei doni di Natale/addio dalle mie amiche pesati e pensati per me, e dei biglietti altrettanto belli. Va bene perchè i miei colleghi mi hanno regalato una sportina piena di belle cose, perchè ora possiedo quello che mi serve per truccarmi come Britney. Va bene perchè ho salutato Lui abbracciandolo forte, e questa volta sì, che ci siamo lasciati davvero. Va bene, perchè domenica sera fumerò una sigaretta guardando il lago di Garda con LaZia, e so che le devo stare accanto.

Va bene perchè è Natale, e a gennaio si vedrà, e ascolto gli Idlewild e faccio pensieri impuri sul mio coinquilino, che tanto fra 48 ore scappo.


Il mio regalo di compleanno: Subsonica@Alcatraz

Dentro i miei vuoti puoi nasconderti,
Le tue paure addormentale con me.

…ovvero di cuore spaccato, metaforicamente e fisicamente, di un’ora e mezza di salti e tamarria, di risate e foto folli. Di Samuel che è sempre Samuel, di Boosta e di quanto è bello, di Max l’addetto ai congiuntivi e ai discorsi seri, del Ninja, il mio Ninja, che alla fine scatta una foto al pubblico, ringrazia e se ne va, mentre a me sale un brivido voglioso per la schiena. Chè quelli magrolini con gli occhiali a me fanno sempre un certo effetto, soprattutto se indossano il collo alto. Chè sì, vorrei proprio addormentarmi dentro qualcuno, a volte.

La Socia non poteva scegliere per me regalo più bello, Lidal ci ha fatto compagnia e edotte su alcuni dei misteri del pre-concerto. Perchè è il mio ultimo concerto da domiciliata nella Metropoli, perchè siamo tutte ancora Auroresogna, perchè

Le stesse facce che ogni giorno fanno male
Le stesse voci recitanti giudicare
Posa l’orecchio sul bicchiere e sente il mare
Ma non il suono della musica che piace a lei
La solitudine che indossa è più normale
Di una prudente saggia e isterica morale
Aurora sogna e nei suoi sogni sa cercare
Senza paura un’esclusiva felicità

Sudate e morenti abbiamo recuperato sciarpeguanticappotti in una ressa peggiore a quella del concerto stesso, maledicendo l’inciviltà italiana (“Ai Radiohead certe cose…”; “E nemmeno ai Coldplay” rispondeva la Socia, ma tant’è, quelli si chiamano inglesi mica per niente), per poi aspettare il taxi che ci ha riportate a casa a mezzanotte, come Cenerentole, pronte ad una doccia bollente, ovviamente con le nostre spillette, immancabile feticcio, in borsa.

Poche cose danno più godimento di un concerto. Forse solo due. O forse solo una, perchè mentre bevendo camomilla cercavo di concentrarmi su Suite Française, nella mia testa c’erano ancora cassa dritta, e colpi di pistola, e nuove ossessioni e quel dispositivo umano definito amore.



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